United-Liverpool è Mourinho contro Klopp: lo Special One sfida la sua bestia nera

Questo pomeriggio, alle 17, il Manchester United scenderà in campo contro il Liverpool, in quello che sicuramente è il big match del fine settimana in Inghilterra. Ma una sfida nella sfida aspetta José Mourinho: sconfiggere Jurgen Klopp, la sua bestia nera dal 2012. Il manager dei Red Devils infatti ha incontrato il tedesco sei volte nella sua carriera, riuscendo a vincere solo in un’occasione: il 2-0 ottenuto nel ritorno della semifinale di Champions League del 2012, quando era alla guida del Real Madrid (vittoria inutile, visto il sonoro 4-1 inflitto all’andata dal Borussia Dortmund di Klopp ai blancos). Sebbene inutile,  la performance al Bernabeu è stata la migliore del Real in quella Champions League: ai gironi lo scontro Mourinho-Klopp era fermo a un pareggio in casa e a una sconfitta per 2 a 1 al Signal Iduna Park.
UN ANNO FA – Le cose non sono cambiate quando Klopp ha lasciato la Bundesliga e i gialloneri per la Premier: il 2015 è stata un’annata nera per il Chelsea di Mourinho, capace solamente di pareggiare a Anfield prima di subire un sonoro 3 a 1 a Stamford Bridge. La prima stagione alla guida dei Red Devilsper lo Special One però ha cambiato le carte in tavola e Mourinho è pronto ad accogliere Klopp all’Old trafford in tutt’altre condizioni. Lo United è in una situazione molto differente dal Chelsea del 2015: i Blues erano in un periodo difficile, dopo cinque risultati negativi su dieci partite dall’inizio della stagione. Lo United invece va alla grande (nonostante il sesto posto in classifica): imbattuti da ottobre con una serie di sei vittorie consecutive.

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Un po’ di cose nuove

Questo blog e’ stato a lungo inattivo. La ragione e’ semplice: sono da Ottobre in Inghilterra a fare un master in giornalismo digitale a Londra, presso la City university. Trovate quello che sto facendo (e scrivendo) qui. Su questa pagina continueranno a venire pubblicati gli articoli in Italiano.

Motivati, innovativi e con un solido bagaglio culturale: l’identikit degli artigiani del futuro

Oggi in Italia i giovani vengono spesso dipinti con la valigia in mano. Nelle indagini che si occupano dei laureati si parla di mercato in crisi in vari settori del terziario e dell’industria e dell’importanza di guardare all’estero per migliorare il proprio curriculum. Ai ragazzi e alle ragazze si consiglia di viaggiare, studiare in prestigiose università per aumentare la propria competitività sia in chiave nazionale che internazionale.

Tuttavia un libro recentemente pubblicato da Marina Puricelli sembra raccontare un’altra possibile via, una via che l’Italia conosce bene nella sua storia e di cui il bel paese può vantare una grande tradizione: quella dell’artigianato.

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I miei articoli

Questo blog non è ancora ultimato al 100%, in questo post ho intenzione di mettere un breve sunto delle mie pubblicazioni principali per chi non volesse mettersi a cercare in tutte le sezioni o rincorrere pezzi vecchi. Quindi, in rigoroso ordine cronologico inverso ecco una selezione dei miei articoli:

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  1. lo smartworking a Milano:
  2. diventare magistrati in Italia
  3. lo stage NATO
  4. Il rapporto Giovani della fondazione Toniolo
  5. Tirocini al Parlamento Europeo
  6.  Gli artigiani del futuro

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  1. La salvezza dell’Amburgo appesa a un filo
  2. L’Italia di Belotti, Baselli e Zappacosta a Torino
  3. Perché Tuchel non farà rimpiangere Klopp a Dortmund

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  1. Intervista all’allenatore under15 del Milan, Omar Danesi
  2. Intervista a David Suazo, ex giocatore del Cagliari e allenatore under 15 (parte 1 e parte 2)

 

Il resto degli articoli li trovate sul blog! Buona lettura

 

 

Tirocini da 1200 euro al mese al Parlamento europeo, il primo bando del 2016 è aperto fino al 15 maggio

L’Unione europea offre molte opportunità di formazione ai laureati: tra Consiglio, Commissione europea, Banca centrale europea e altre istituzioni si contano una dozzina di oppportunità di tirocini all’Unione.

Tra le varie opzioni spicca con oltre 1200 posti disponibili (600 per ogni “tornata”) la possibilità di svolgere un periodo di formazione – con un compenso di 1220 euro al mese – al Parlamento europeo, che ha recentemente aperto il bando per la prossima selezione di giovani laureati. Per cogliere quest’occasione nel prossimo periodo disponibile, da ottobre a febbraio, c’è tempo fino alla mezzanotte del 15 maggio.

Ma di cosa si tratta? Vivere per alcuni mesi a Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo o in altre città europee, poter osservare e prendere parte attivamente al funzionamento di un organizzazione sovranazionale. Ma anche continuare la propria formazione in un ambito internazionale, con un ruolo amministrativo, come giornalista o come interprete.

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Flessibili ma determinati: il Rapporto Giovani 2016 racconta una generazione «che non deve essere data per perduta»

Come stanno i giovani italiani?  Come si evolve il rapporto con la famiglia? Come e quando diventano indipendenti?  Quali aspettative hanno rispetto al futuro? Cosa pensano dell’Italia e dell’Europa? Quale rapporto hanno con il mondo del lavoro? A queste e molte altre domande ogni anno prova a rispondere Rapporto Giovani della fondazione Toniolo.

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Metriche tra buone pratiche e futuro: il Digital News Project 2016 a Perugia

Le organizzazioni giornalistiche in tutto il mondo hanno aumentato negli ultimi anni l’uso di strumenti di analisi statistica costante di dati quantitativi su vari aspetti del comportamento del pubblico, con lo scopo far crescere il numero di lettori, aumentare l’engagement e migliorare l’organizzazione di lavoro nelle redazioni.

Questo è l’inizio del Digital News Project 2016 del Reuters Institute, presentato da Federica Cherubini e Rasmus Nielsen al Festival Internazionale di Perugia. Oltre agli autori hanno descritto il loro uso delle analitiche Aron Pilhofer, Executive Editor della redazione digitale del Guardian,Renée Kaplan, head of audience engagement al Financial Times e Sebastian Horn, direttore del progetto Ze.tt (una nuova startup interna a Die Zeit).

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Nuovi modelli e contenuti per i giornali

Come sopravvivere al cambio generale che sta accadendo nel modello di business del giornalismo? Ora che i contributi di lettori, visitatori e pubblicitari diminuiscono sensibilmente cosa possono fare i giornali per cambiare le proprie modalità e generare prodotti che permettano entrate? Che le testate non vendano solo edizioni cartacee succede da molto tempo: dagli ormai antichi inserti come i vocabolari ai nuovi contenuti digitali come una app o una newsletter, vediamo una sempre maggiore trasformazione di ciò che una volta era semplicemente definito come prodotto editoriale. Queste domande sono state l’oggetto di un panel del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.

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News e contenuti virali: viaggio alla scoperta di Buzzfeed tra Canada, Francia e Spagna

Non capita spesso di avere nella stessa stanza tre direttori di tre edizioni nazionali di Buzzfeed: è successo a Perugia in occasione del Festival Internazionale del Giornalismo. Il Festival quest’anno ha ospitato Craig Silverman, giornalista da tempo noto nell’ambiente del debunking e direttore di Buzzfeed Canada, Cecile Dehesdin, ex vicedirettrice dell’edizione francese di Slate e ora direttrice dell’edizione dello stesso paese di Buzzfeed, e Alfredo Murillo, ex direttore di Hail!Pop, alla guida della neonata edizione spagnola. I tre hanno provato a spiegare la filosofia e le strategie editoriali della famosa internet media company di New York, fondata dieci anni fa da Jonah Peretti e John S. Johnson III, ora sbarcata nei tre paesi. Comprendere Buzzfeed equivale a comprendere una missione: fornire contemporaneamente contenuto destinato a diventare virale – i Buzz – e informazione giornalistica, scopi che cercano di essere coniugati in maniera differente in tutte le nuove edizioni.

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Data journalism e giornalismo di inchiesta: una nuova età dell’oro?

Quando si pensa al giornalismo investigativo viene in mente l’immagine tradizionale del reporter che scartabella documenti alla ricerca di informazioni per trovare uno scoop. Con il Data Journalism tutto è cambiato: grazie ai computer i giornalisti possono lavorare su notevoli quantità di informazioni, analizzare sterminati database e scoprire sempre di più.

Ma che fine fanno i reporter investigativi in questo nuovo ambiente? Anche loro possono trovare una nuova età dell’oro, come ha spiegato un incontro del Festival Internazionale del Giornalismo. Alla discussione hanno preso parte Megan Lucero, giovane digital editor del Times, Abigail Fielding-Smith e Crofton Black, giornalisti del Bureau Investigative Journalism. A moderare l’incontro Alessandro Accorsi e Emanuele Midolo, studenti di Investigative Journalism della City University di Londra.

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